Ciao sono Marco Moriglioni,

di professione agente di commercio. Sono padre di tre stupende “bambine“: Luna di 20 anni, Neve di 16 e Nike di 11 anni.

Sono sposato con Claudia da 25 anni, amata compagna; non smetterò mai di ringraziare per averla incontrata in questa vita.

Insomma visto da fuori posso essere “inquadrato” come l’italiano medio. In effetti così ero fino a 5 anni fa (italiano medio).

Poi un evento cambiò tutto.

Devi sapere che ho sempre avuto molti impegni e per certi versi (molti versi!) ho

Dieta del Digiuno - Presentazione Marco inizio

Marco Moriglioni

sempre condotto una vita stressante. Lavoro (troppe ore!), famiglia, scuole delle bimbe, tasse, spese e mutuo sempre in aumento, palestra, volontariato, e così via.

Questo stile di vita mi ha portato nel tempo a bilanciare le energie spese, mangiando sino a 5 pasti al giorno (compresi gli spuntini)!

Inoltre i frequenti mal di testa (da stress e sovralimentazione) li mettevo a tacere con gli analgesici.

Veniamo al fatto. Quel giorno di 5 anni fa mi trovavo in vacanza con la famiglia tra i monti del trentino. Un mal di testa mi aveva attanagliato e sembrava non volermi mollare (nonostante la doppia dose di farmaco!).

Ad un certo punto diventò così intenso che Claudia, spaventata, decise di chiamare il pronto soccorso. Il medico intervenuto in ambulanza, visto che mi contorcevo dal dolore, decise per il ricovero.

Per completare il quadretto, mi comparve anche la nausea ed il vomito.

All’ospedale le analisi non fecero trapelare nulla di insolito, ma il mal di testa ormai era diventato insopportabile.

I medici per precauzione decisero di trattenermi anche la notte. Mi sentivo delirante ed in effetti, della prima parte di quella notte, ho solo il ricordo del dolore e che qualcuno ogni tanto mi faceva delle iniezioni per cercare di calmarmi.

Il dolore non accennava ad andarsene, Claudia piangeva ed era impaurita, il medico di guardia sospettava fortemente che si trattasse di meningite.

Mi sentivo fuori controllo e la paura di morire mi agitava ancora di più. A quel punto mi disse che mi avrebbe praticato un prelievo del midollo spinale per assicurarsi che non si trattasse proprio di meningite.

Ero seduto sul lettino, l’ago iniziò ad entrare nella parte bassa della schiena. Egli mi disse che dovevo rimanere immobile. All’improvviso un dolore lancinante mi fece schizzare in piedi.

Adesso oltre alla testa anche la schiena e le gambe stavano facendo la loro parte nella danza del dolore. Mi ricordo che mi pervase un senso quasi di vendetta, avrei voluto picchiare quel medico (anche se lui stava cercando di aiutarmi, a modo suo).

Di fronte alle mie accese rimostranze costui se ne uscì dicendo che avrebbe chiamato un anestesista più esperto di lui.

In quell’istante mi sentii proiettato come fuori dal corpo, vedevo tutto come se stessi guardando un film. Mi sopraggiunse una specie di scossa e le tensioni del mio corpo, cominciarono a sciogliersi. Il dolore (alla schiena ed alla testa) sembrarono piano piano dissolversi.

Ricordo bene che la prima parola che mi venne in mente fu: “RESPONSABILITÀ

Stavo delegando la mia salute a qualcuno che per tentativi, per quanto nobili, cercava di capire come curarmi partendo da un un suo pregiudizio basato sul mio sintomo, il male alla testa.

In quel preciso momento cambiò tutto. Mi setii risoluto, come se da sempre sapessi cosa avrei dovuto fare. Così decisi, basta analisi e dopo la notte me ne sarei andato.

Alla mattina venni visitato da un medico neurologo che mi esortò a fare l’analisi interrotta la notte precedente. Lei era convinta che potessi essere affetto da meningite.

Guardando la cartella poi scoprì che per calmarmi i dolori usarono anche della morfina. Questa cosa rese nervosa la dottoressa, nei confronti dei colleghi della guardia medica e rafforzo il suo sospetto sulla mia patologia (nonostante i sintomi stessero scomparendo).

Dieta del Digiuno - Presentazione Marco mezzo

Marco a  56 Kg.

Più volte durante il giorno lo staff medico tentò di convincermi a rifare l’esame, ma dentro di me si radicò sempre più la certezza che non erano dei germi a minacciare la mia salute, ma un pessimo stile di vita.

Subentrò in me anche un profondo senso di gratitudine per questa specie di “illuminazione“. Sentii che da allora in poi sarei diventato io l’unico vero responsabile della mia salute.

Claudia vedendomi così deciso, pur preoccupata, mi sostenne come ha sempre fatto in tutte le nostre decisioni più importanti. Mi sentivo Marco contro tutti.

Uscii il giorno dopo dall’ospedale, dopo aver firmato dei fogli di rilascio (anche se i medici avrebbero voluto tenermi sotto controllo).

Cominciò per me da quel giorno una ricerca profonda, fatta di letture e studio di autori “fuori dal coro“. Da Vadim Zeland, Arnold Ehret, Wilhelm Reich, Rudolf Steiner, solo per citarne alcuni.

Questo percorso trasformerà per sempre le mie credenze  su ciò che è sano da ciò che porta alla malattia.

Cambiai la mia alimentazione, che come ti ho raccontato, passò da 3 o 4 pasti al giorno (a volte anche sei!), basata su quantità precise di grassi, carboidrati e proteine per ogni pranzo a soli due pasti (ma oggi anche meno), basati soprattutto sul consumo di frutta e verdura principalmente cruda.

Questo cambio lo feci in mesi di transizione, in cui convivevano entrambi gli stili alimentari. Inoltre iniziai a praticare piccoli digiuni (mai sopra i 3 giorni).

La trasformazione avvenne anche grazie alle persone che incontravo; erano personaggi poco comuni, ma ognuno di loro mi aiutò a “risvegliarmi” ad una nuova realtà.

Gradualmente arrivai all’estate di tre anni fa; praticai il mio primo lungo digiuno, 30 giorni consecutivi!

Il mio peso corporeo calò da quasi 80 kg a 56 kg! Feci questa prima esperienza durante le vacanze estive. Ero a contatto di parenti ed amici. Arrivò un coro di disapprovazione. Tutti si prodigavano nel darmi consigli di come in realtà (la loro realtà), la giusta alimentazione dovesse escludere a priori la possibilità di astenersi dal cibo. I più facinorosi mi dipinsero anche scenari di gravi menomazioni, persino la morte!

Solo Claudia, ragazza meravigliosa, continuò a sostenermi.

Devo dire, in verità, che la mia convinzione era radicata ancora su una visione puramente individuale. Le mie certezze vacillarono, anche per il fatto che il mio corpo si trasformò velocemente.

Se l’inizio della mia trasformazione cominciò quella notte in ospedale, posso dire che il bruco si trasformò in farfalla solo qualche mese più tardi (dopo il primo lungo digiuno).

Devo dirti che  una bella spinta me la diede lo studio del testo di Edward Earl Purinton “La Filosofia del Digiuno. Qui capii che non si trattava solo di me. Meglio si trattava di me ma in relazione con gli altri. Insomma quello che stavo facendo (trovare un modo di digiunare adatto al contesto sociale in cui viviamo) non era solo per me, ma poteva diventare un beneficio per tanti altri.

L’estate successiva mi cimentai in un altro lungo digiuno, mi nutrii quasi esclusivamente di acqua (ne bevevo fino a 4 litri al giorno), luce e riposo.

Sentivo che non era più un gesto per dimostrare che potevo farcela, aveva un senso più profondo, legato alla liberazione dell’essere umano.

Infatti mano a mano che passavano i giorni, la disintossicazione (oltre alla perdita del peso), si portava con se le vecchie ansie, i pensieri negativi e mi sopraggiungeva un senso di serenità costante. Pensavo che per un mondo migliore occorre la somma di tante persone che vogliono diventare migliori e si impegnano per farlo.

Inoltre accadde un evento straordinario (qualcuno lo definì miracolo!). Tra il quindicesimo e ventesimo giorno di digiuno, mi sentii di fare una camminata in montagna di tre giorni in compagnia, con zaini in spalla e due notti passate in tenda.

Il secondo giorno camminammo per oltre cinque ore, con zaini molto pesanti (dentro cerano anche le tende).

Ti lascio immaginare lo stupore di chi mi era accanto, non riuscivano a capacitarsi di come riuscissi a compiere quello sforzo bevendo solo acqua e qualche succo di limone.

Dieta del Digiuno - Passeggiata

Risveglio del secondo giorno di passeggiata in alta montagna

Ma le sorprese non erano finite. Dopo l’escursione tra le vette delle dolomiti, tra il 25° e 30° giorno il mio peso corporeo passò dai 56 kg ai 57 kg. La mia pelle abbronzatissima per i continui bagni solari, appariva anche liscia. La mia mente lucida come poche volte avevo provato in vita mia.

Al 33° giorno interruppi questa meravigliosa esperienza. Avrei potuto proseguire anche sino a 40 giorni, ma non avevo più niente da dimostrare.

In quei giorni riportai minuziosamente, tutto ciò che facevo, le intuizioni che naturalmente mi si presentavano alla mente. Questi appunti diventarono il metodo che oggi voglio dare a te, perchè tu possa usarlo per la tua bellezza e la tua salute.

L’idea che questo metodo fosse adatto a tutti in verità, mi arrivò solo l’anno successivo. Adesso ti racconto. L’inverno che precedette, l’estate di due anni fa, mia mamma fu colpita da una bronchite tanto forte che i normali farmaci (antibiotici potentissimi), non fecero alcun effetto su di lei. Il medico preoccupato le ordinò una cura (pesante) di cortisone, con la quale riusci a “normalizzare” la situazione di mia mamma (le mancava anche il respiro in certi momenti!).

Venendo all’estate, quell’anno particolarmente umida e piovosa, mia mamma ebbe una ricaduta. Questo capitò in agosto, in una località di villeggiatura alle porte del week end e con scarse possibilità di contattare un medico che non fosse del pronto soccorso o della guardia medica.

Puoi capire lo sconforto di mia madre che allora aveva 75 anni. Si era già vista con l’estate rovinata a colpi di cortisone! La situazione era in peggioramento e le venne anche la febbre.

Presi mia mamma in disparte e le raccontai di come l’estate precedente ero riuscito a trovare un metodo per “pulire il corpo” (e perdere peso). Le parlai col cuore, ma in tutta onestà avevo poca fiducia che accettasse. Invece la vita, quando meno te l’aspetti, è brava a farti belle sorprese.

Mia mamma accettò (cosa non smuove la forza dell’amore!). Applicò il metodo ed i miei suggerimenti. Già il giorno successivo la febbre era solo un brutto ricordo. Alcuni impacchi molto caldi sui bronchi completarono l’opera. Mia mamma si liberò completamente dal muco ed in tre giorni si ristabilì senza più avere ricadute. Insieme alla ritrovata salute tornò anche il suo sorriso.

La grande sfida arrivò solo un anno fa. Parlando con una persona che voleva perdere quei tre chili che proprio non volevano abbandonarla con nessuna dieta, le proposi di provare il metodo che avevo scoperto tre anni prima.

Lei soffriva di alcuni problemi fisici. Nonostante il suo compagno fosse un digiunatore esperto, per via dei suoi malesseri non riusciva a superare i tre giorni di digiuno (causa fortissime emicranie). Le sarebbe piaciuto sfruttare il digiuno per perdere qualche chilo (che le diete non riescono mai a fare!) e migliorare la sua salute.

Lei mi chiese di darle questo “sistema” ed io accettai la sfida. Le riscrissi il metodo in modo ordinato e rimanendo in contatto durante la sua pratica, riuscii a renderlo fluido e completamente comprensibile a chi lo leggeva per la prima volta.

Ero in ansia, volevo farle del bene, ma allo stesso tempo quella era la prima volta che davo queste istruzioni a una persona conosciuta solo qualche giorno prima. Tutto andò benissimo, riusci a raggiungere i 5 giorni di digiuno senza i sintomi che aveva provato in passato. Anche il suo compagno apprezzò moltissimo ringraziandomi di avergli fatto scoprire questo “nuovo” approccio.

Da qui in poi, come una “magia, sempre più persone mi hanno chiesto di fargli provare questo metodo. Tutti si sono trovati bene nell’utilizzarlo e questo mi ha reso felice.

Bene ti ho raccontato tutto. Oggi credo che il digiuno sia il modo migliore per controllare il peso corporeo. Lo puoi fare con delicatezza e come effetto collaterale (della perdita dl peso), avrai anche un miglioramento generale della tua salute.

Il digiuno viene dipinto come una pratica medica, potenzialmente pericolosa, da praticare solo sotto stretto controllo medico. Io dico che non è così. Certo non ti dico di iniziare cercando di imitare Gesù facendo quaranta giorni senza cibo solido (magari nel deserto!).

Quello in cui credo è che se ognuno di noi usasse in modo consapevole il digiuno anche solo per dimagrire potrebbe mettere in crisi una serie di interessi che oggi prosperano proprio sulla nostra condizione fisica.

Se siamo in sovrappeso, stiamo ingrassando anche i fatturati dell’industria alimentare. I malesseri che ne conseguono da una superalimentazione, ci costringono ad usare farmaci (e l’industria farmaceutica non è seconda nei guadagni nemmeno a quella del petrolio!)

Per non parlare di tutti i rimedi naturali, che richiedono altri specialisti che ti dicano “come fare“, l’industria della salute mette a segno ogni anno delle crescite a due cifre.

Non c’e bisogno di una mente acuta per capire che tutti costoro non hanno a cuore la tua salute, vogliono che la tua guarigione duri per tutta la tua vita!

“Credo che la pratica del digiuno sia da restituire al legittimo proprietario: TU!”

Questo è quello in cui voglio impegnarmi. Dare a tutti quelli che lo vogliono un metodo semplice, personalizzabile, che li faccia calare di peso e li liberi dalle tossine che albergano nel loro corpo.

Marco

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